Marketing Automation
Marketing automation B2B: da dove iniziare davvero
“Dobbiamo fare marketing automation.” Ottimo. Poi parte la ricerca del tool, il confronto tra piattaforme, la demo, l’abbonamento. Sei mesi dopo hai uno strumento potentissimo che usi al 5% e un processo identico a prima.
L’automazione B2B non comincia dalla piattaforma. Comincia dal processo che hai già.
Prima mappi, poi automatizzi
Automatizzare un processo rotto significa solo sbagliare più in fretta. Prima di toccare qualunque strumento, serve guardare in faccia il flusso reale: cosa succede da quando un contatto entra a quando firma, passaggio per passaggio.
È un esercizio scomodo, perché di solito emerge che il “processo” non esiste: esistono abitudini diverse per ogni persona, che cambiano a seconda della giornata.
Non puoi automatizzare quello che non sai descrivere. La mappa viene prima del software.
I tre punti dove l’automazione rende di più
Quando guardi il flusso, tre buchi sono quasi sempre lì:
- La velocità di risposta. Un lead ricontattato in 5 minuti vale molto più dello stesso lead ricontattato il giorno dopo. Qui l’automazione ti fa guadagnare clienti che oggi perdi solo per lentezza.
- Il follow-up. La maggior parte delle vendite si chiude dopo il quinto contatto. La maggior parte dei commerciali si ferma al secondo. Un sistema che non si dimentica vale più di qualsiasi corso di vendita.
- La qualifica. Far arrivare al commerciale solo chi è davvero in target gli restituisce le ore che oggi brucia a filtrare.
Lo strumento viene per ultimo
Quando sai cosa deve succedere e dove perdi valore, scegliere lo strumento diventa banale: prendi quello che fa quelle tre cose, e basta. Non quello con più funzioni: quello che risolve i tuoi tre buchi.
Partire dal tool è come comprare gli attrezzi prima di sapere cosa devi costruire. Partire dal processo è l’unico modo perché l’automazione, sei mesi dopo, sia ancora accesa e stia ancora lavorando per te.